Alessandro Cardi: «Fieri di quanto abbiamo fatto, grazie a chi sostiene CuoreChievo Onlus»

La stagione del ChievoVerona 4 Special si è chiusa come meglio non avrebbe potuto auspicare Alessandro Cardi, presidente di CuoreChievo Onlus, punto di riferimento organizzativo di tutte le iniziative benefiche intraprese dal club gialloblù. Il primo fine settimana di giugno resterà nel cuore di tanti ragazzi: al Bottagisio per oltre duecento atleti disabili è stato possibile tornare in campo per una serie di sfide che ha coinvolto, oltre il ChievoVerona, Reggiana, SanPro/Sassuolo e l’associazione Ness1Escluso di Modena, importanti realtà nell’ambito della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale della FIGC. Alessandro è l’anima di ogni evento ed iniziativa che realizza attraverso l’impegno di preziosi collaboratori, che si riconoscono nella mentalità di una società da sempre in prima linea nel campo della solidarietà. 

Presidente, alla fine CuoreChievo è riuscito a chiudere una stagione tormentata dal Covid nella maniera più entusiasmante possibile. 
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È stata una grande gioia organizzare lo “Special Weekend”. Sognavamo poter chiudere l’anno sportivo in bellezza e far tornare a giocare al calcio tanti ragazzi che hanno bisogno di praticare l’attività sportiva, come e più di altri. Vederli in campo, dopo oltre un anno di attesa, è stato bellissimo. Il merito è da condividere con i tantissimi che ci hanno sostenuto offrendo il proprio contribuito».

Anche in tempo di Covid non vi siete mai fermati. Non è stato semplice…
«In un anno così particolare, i valori che sosteniamo appaiono ancor più importanti. CuoreChievo non ha mai smesso di essere attiva. Ci siamo dedicati come sempre a progetti che hanno al centro l’inclusività. A partire dalla ripresa dell’attività del ChievoVerona 4 Special, che coinvolge persone con disabilità cognitivo relazionali e dallo scorso anno ampliato anche alle fasce d’età più giovani. Il 4 Special è più di un progetto sportivo. L’attività conviviale, sentirsi parte e far parte, è impagabile». 

Per portare avanti progetti del genere servono idee e competenze specifiche?
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Sì, e c’è da essere fieri del nostro staff di tecnici, istruttori e psicologi che al Bottagisio, con dedizione e professionalità, lavora con grande passione e ha un ruolo importantissimo. Quando poi il mese scorso Edoardo Busala, segretario generale del ChievoVerona neoletto al Consiglio Nazionale della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale della FIGC, mi ha parlato dell’idea dello Special Weekend, sono stato felice di condividerne gli obiettivi». 

In #TORNIAMOAGIOCARE avete coinvolto quattro società, oltre al Chievo: quanto è stato difficile farlo di questi tempi? 
«In realtà hanno aderito tutti subito con entusiasmo. Il risultato che contava era vedere tutti i partecipanti felici. Sono scesi sul terreno di gioco oltre duecento atleti, abbiamo ricevuto tantissimi complimenti per l’idea e l’organizzazione. C’è anche da dire che il Bottagisio è una struttura perfetta che si presta anche a questo tipo di iniziative in cui esiste una spiccata sensibilità all’accoglienza. Insomma, in questo caso partiamo avvantaggiati». 

Quanto sono importanti queste manifestazioni per ottenere attenzione? 
«Sono fondamentali. Spetta a noi diffondere i valori dell’inclusione, dell’amicizia e della solidarietà che interpretiamo da sempre come CuoreChievo. Da un lato noi attiviamo le iniziative, dall’altro coinvolgiamo personaggi significativi. Nello “Special Weekend” lo sono stati il Dott. Claudio Micheletto, direttore pneumologia AOUI Verona, in prima linea nell’emergenza Covid-19, e il Prof. Leonardo Zoccante, neuropsichiatra infantile dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona. Senza contare il messaggio inviato da Franco Carraro, presidente della DCPS della FIGC, che ha voluto testimoniare la soddisfazione per l’iniziativa «#TORNIAMOAGIOCARE». 

Tra le belle notizie, il segretario di CuoreChievo Onlus e del ChievoVerona Edoardo Busala è stato eletto nel Consiglio nazionale del DCPS. 
«Sono felice per Edoardo. È ora la voce di tutte le società e associazioni italiane nell’ambito della Divisione Sperimentale. Lo considero un riconoscimento per tutto ciò che a livello di progetti e idee abbiamo portato avanti con CuoreChievo Onlus e il Bottagisio Sport Center. La sua elezione è un ulteriore tassello alla nostra crescita». 

Qual è la soddisfazione più grande che ha ricevuto attraverso CuoreChievo? 
«Mi devo ripetere: innanzitutto sono grato a tutti i professionisti e ai volontari per il grande impegno e la dedizione. Il premio più grande lo riceviamo quotidianamente dall’apprezzamento da parte dei partecipanti e dallo loro famiglie. Significa che la strada è giusta». 

Il motore di CuoreChievo è il volontariato: quanto è importante sentire il sostegno ai progetti da parte della collettività? 
«È un dovere per una organizzazione come la nostra essere costantemente attenta alle necessità di un territorio, ancor di più in un momento come questo. Siamo una organizzazione non lucrativa di utilità sociale pertanto ci autofinanziamo anche attraverso il 5×1000. Con l’aiuto di tante persone siamo riusciti a finanziare progetti che altrimenti sarebbe stato più complicato trasformare in azioni concrete. Il nostro impegno è prenderci cura, aiutare, assistere, proteggere e promuovere l’inclusione delle persone più fragili. Porto ancora l’esempio di ChievoVerona 4 Special: nel corso degli anni ha permesso a sempre più persone di essere seguite da uno staff professionale con risultati straordinari. Oggi come ieri, il nostro cuore dell’attività è l’inclusività. E nella seconda parte del 2021 continueremo a farlo grazie al contributo e la partecipazione di tanti che vorranno sostenere a CuoreChievo Onlus. Ogni aiuto, anche piccolo, per noi vale tanto». 

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